ArtdigiZine October-November 2015

Published: Sun, 11/01/15

ArtdigiZine October-November 2015

NOUVELLE EDITION EN FRANÇAIS
NUOVA EDIZIONE IN FRANCESE

Après l'édition anglaise, Artdigiland également publié en français le livre de Fabrizio Crisafulli LUMIERE ACTIVE. Poétiques de la lumière dans le théâtre contemporain / Dopo l'edizione inglese Artdigiland pubblica anche in francese il libro di Fabrizio Crisafulli LUMIERE ACTIVE. Poétiques de la lumière dans le théâtre contemporain
Il giardino delle delizie, Bosch
Cet ouvrage revisite, du point de vue des poétiques de la lumière, quelques épisodes importants de la mise en scène théâtrale au XXe siècle, depuis les grands réformateurs des premières décennies jusqu’à divers artistes contemporains tels que Josef Svoboda, Alwin Nikolais, Robert Wilson. Non pour proposer une histoire plus ou moins organique de la lumière au théâtre, mais pour tenter de préciser, relativement à son utilisation, certaines questions fondamentales. S’affranchissant des contextes étroits de la technique et de l’image dans lesquels on tend souvent à les enfermer, les problématiques de la lumière sont examinées ici sous d’autres angles, ceux de la structure spatio-temporelle du spectacle, de la construction dramatique, de la création poétique, de l’action, du rapport avec le performer. Une partie de l’ouvrage est consacrée au travail théâtral de l’auteur. Elle documente le point de vue particulier sur lequel sa réflexion se fonde, point de vue suscité et enrichi par son expérience personnelle de metteur en scène. Le titre “lumière active” se réfère directement à Adolphe Appia, qui à la fin du XIXe siècle fut parmi les premiers à aborder de manière précise – dans ses écrits comme dans ses créations – la question de la lumière en tant que question artistique du théâtre. Pour Appia la lumière active était la lumière scénique “proprement dite”: une lumière expressive et créatrice de formes, une lumière comme matière poétique et substance dramatique.

Il libro rilegge, dal punto di vista delle poetiche della luce, alcune importanti vicende della messinscena teatrale occidentale del Novecento, dai grandi riformatori di inizio secolo fino ad artisti contemporanei quali Josef Svoboda, Alwin Nikolais, Robert Wilson. Non per delineare una storia in qualche misura organica della luce teatrale, ma per tentare di individuare, riguardo al suo uso, delle questioni di base. Le problematiche della luce vengono liberate dai contesti circoscritti della tecnica e dell’immagine nei quali restrittivamente finiscono spesso per venir relegate, ed indagate in ambiti come quelli della struttura spazio-temporale dello spettacolo, della costruzione drammatica, della creazione poetica, dell’azione, del rapporto con il performer. Una parte dedicata al lavoro teatrale dell’autore documenta il punto di vista peculiare che sta alla base del volume, interno ai processi creativi e al rapporto operativo con la tecnica. 
Il titolo “luce attiva” è un riferimento diretto ad Adolphe Appia, che alla fine dell’Ottocento fu tra i primi ad affrontare in maniera precisa – con i propri scritti e con le proprie creazioni – la questione della luce quale questione artistica del teatro. Per Appia lumière active era la luce scenica “propriamente detta”: luce espressiva e creatrice di forme; luce come materia poetica e sostanza drammatica. 


(FOR ITALIAN READERS)
PER IL QUARANTENNALE DELLA MORTE,
PUBBLICHIAMO UN LIBRO OMAGGIO A PASOLINI

Il 2 novembre due presentazioni per il nostro nuovo volume
LA VERITA' DETTA. TESTIMONIANZE SUL PASOLINI POLITICO,
a cura di Enzo De Camillis

 2 novembre 2015
a partire dalle ore 16.00
Fondazione AAMOD in collaborazione con ARCI
Centrale Montemartini, Sala Zavattini
via Ostiense 106 Roma
ingresso gratuito


 
PIER PAOLO PASOLINI. 40 ANNI SENZA

intervengono: Francesca Chiavacci, Enzo De Camillis,
Cecilia Mangini, Elio Matarazzo, Silvia Tarquini, Vincenzo Vita


ore 16.00 documentari conservati presso l’archivio AAMOD
Primo Piano: Pier Paolo Pasolini di Carlo di Carlo (19’, 1967)
I funerali di Pasolini di Ferruccio Castronuovo (6’, 1975)
La canta delle marane di Cecilia Mangini con testo di Pier Paolo Pasolini (10’, 1961)

ore 17.00 docu film
UN INTELLETTUALE IN BORGATA di Enzo De Camillis (82’, 2014)

a seguire presentazione del volume
LA VERITA’ DETTA. TESTIMONIANZE SUL PASOLINI POLITICO,
a cura di Enzo De Camillis, Edizioni Artdigiland 2015



2 novembre 2015
ore 21.15 Cineclub Detour, via Urbana 107, foyer
ingresso gratuito

presentazione del libro:
LA VERITA’ DETTA. TESTIMONIANZE SUL PASOLINI POLITICO
a cura di Enzo De Camillis, Artdigiland 2015

intervengono: Otello Angeli, Enzo De C
amil
lis,
Osvaldo Desideri, Silvia Tarquini
Il quarantennale della morte di Pasolini cade in una fase del nostro Paese che in molti definiscono di “catastrofe culturale” (e politica, economica, umanitaria). Ponendosi in relazione con l’oggi, il libro propone una serie di testimonianze inedite sul Pasolini “politico”, spesso in contrasto con la sinistra ufficiale. Il curatore Enzo De Camillis – autore del documentario Un intellettuale in borgata, dai cui materiali questo libro deriva – ripercorre le posizioni pasoliniane attraverso le voci di artisti ed esponenti politici: Otello Angeli, negli anni ’60 dirigente CGIL e segretario della sezione del PCI di Cinecittà; Goffredo Bettini, dirigente, nei ’70, dei Giovani Comunisti di Roma; Gianni Borgna, Stefano Rodotà, Vincenzo Vita; lo storico dell’arte Antonio Del Guercio; i registi ANAC Citto Maselli, Nino Russo, Ugo Gregoretti, Maurizio Ponzi; Renato Parascandolo, ex giornalista RAI; due testimoni dal set di Salò: Pupi Avati, lì sceneggiatore, e lo scenografo Osvaldo Desideri, lì arredatore. Infine i ricordi “monteverdini” di due “ragazzi di vita”, “er Pecetto” e “er Gallinella”, che raccontano il rapporto di Pasolini con la borgata Donna Olimpia, le partite di calcio, i bagni nel Tevere, gli insegnamenti di quell’uomo che «spiegava cose che tu non avresti mai potuto pensare».

Enzo De Camillis nasce a Roma e studia all’Accademia di Belle Arti. Nel ’77 comincia a lavorare nel cinema come assistente scenografo di Dante Ferretti, per un film di Luigi Zampa. Oggi ha all’attivo oltre sessanta film. Ha collaborato con registi quali Sergio Corbucci, Giovanna Gagliardo, Giancarlo Giannini, Neri Parenti, Francesco Rosi, Pasquale Squitieri, Steno, Maria Sole Tognazzi, Giuseppe Tornatore. Nell’87 ottiene il premio Qualità per la scenografia dal MiBac e dall’Istituto Luce per il film Il coraggio di parlare. Nel 2009 esordisce nella regia con 19 giorni di Massima Sicurezza, al quale segue, nel 2011, Uno studente di nome Alessandro, premiato ai Nastri d’argento. È del 2014 il lungometraggi Un intellettuale in borgata, dedicato a Pasolini, premiato in vari festival nazionali e al festival internazionale “Libero Bizzarri”.

(FOR ITALIAN READERS)
RICORDIAMO CHE IL NOSTRO LIBRO SU
ITALO CALVINO E' DISPONIBILE SU AMAZON
L'avventura di uno spettatore. Italo Calvino e il cinema
a cura di Lorenzo Pellizzari
Il libro è disponibile su AMAZON.IT: http://j.mp/buy_on_line_calvino
Per leggere on line l’introduzione di Lorenzo Pellizzari, clicca su “LOOK INSIDE” a questo link: http://j.mp/look_inside_calvino

Nel trentennale della scomparsa dello scrittore, Artdigiland celebra Italo Calvino con la nuova edizione ampliata di L’AVVENTURA DI UNO SPETTATORE. ITALO CALVINO E IL CINEMA, a cura di Lorenzo Pellizzari. Il libro ripercorre le poche ma fruttuose relazioni di Calvino con il cinema italiano ma soprattutto sviluppa un viaggio in un immaginario che dal cinema prende le mosse. Si parte da quanto Calvino racconta nella sua Autobiografia di uno spettatore, del ’74, prefazione al volume Fellini: quattro film, si attraversano racconti, romanzi, saggi critici individuando l'imprinting cinematografico, e si arriva al “segno calviniano” di non poche opere del cinema e del disegno animato contemporanei. Lorenzo Pellizzari mette insieme per l’operazione collaboratori quali Giovanni Bogani, Michele Canosa, Luca Clerici, Antonio Costa, Guido Fink, Goffredo Fofi, Tommaso Pomilio, Roberto Silvestri, testimonianze di Carlo di Carlo, Letizia Lodi, Citto Maselli, e ripubblica l’intervista sul cinema di Lietta Tornabuoni, uscita su «La Stampa» in occasione della presidenza di Calvino della Giuria della Mostra del Cinema di Venezia del 1981.

L’apparato iconografico del libro rende omaggio alla fascinazione calviniana per il cinema classico, soprattutto americano: «La mia epoca va pressappoco dai Lancieri del Bengala e L’ammutinamento del Bounty fino alla morte di Jean Harlow».

«Aschenbach è preso da un senso d’inferiorità, lui con le sue pagine così avare ed esangui, e gli viene un terribile desiderio di tutte le cose che il cinema è e dà, la realtà più immediata e l’idealizzazione più smaccata, una libertà d’espressione grande quanto il mondo visibile e una convenzione codificata all’estremo, la fama più altisonante e impudica, l’atmosfera di ricchezza onnipotente, e insieme il senso di lavorare per un mondo di povera gente, per le folle anonime che si stiperanno nelle sale buie. Per tutto quel che il cinema è: tecnica e baraccone, volgarità e sapienza raffinata, avventura per chi lo fa e per chi lo vede».
Italo Calvino, La noia a Venezia, «Cinema Nuovo», n. 65, 25 agosto 1955, articolo scritto a Venezia per la morte di Thomas Mann

Lorenzo Pellizzari (Milano, 1938) è critico e storico del cinema, senza titoli accademici. Tra i suoi libri: Cineromanzo. Il cinema italiano 1945-1953, 1978; Hollywood anni Trenta, 1982; Tonino Guerra, 1985; Carlo Rambaldi e gli effetti speciali, 1986; Alberto Cavalcanti (con Claudio M. Valentinetti), 1988; I capolavori di Charlie Chaplin (con Anna Silva), 1990; Sorditalia, 1995; Il romanzo di Alida Valli (con Valentinetti), 1995; Critica alla critica. Contributi a una storia della critica cinematografica italiana, 1999; Ugo Tognazzi regista (con Fabio Francione), 2002; Vittorio Caprioli regista (idem), 2003; Nino Manfredi regista (idem), 2004; True stories. Il cinema è servito in 99 piani sequenza, 2008. Per Artdigiland ha pubblicato Il mio Zavattini. Incontri, percorsi, sopralluoghi, 2012.

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